Guarigione e Percezione

 L’estasi mistica per guarire

L’arte della cura dello sciamano avviene al di fuori della mente razionale e dunque, ogni tentativo di spiegazione, può essere solo una descrizione di quella realtà ma non l’essenza della realtà dell’evento stesso.

cura sciamanica

Per interagire con il grande mistero, all’uomo incomprensibile, apprendiamo cosmologie che permettono di muoversi e orientarsi espandendo i confini dell’ignoto senza perdersi.

Lo sciamano, conoscitore dell’estasi, può evadere da una cosmologie per entrare in un’altra o modificare le cosmologie a sua volontà allineando altri campi di percezione e muovendosi in realtà diverse.

Questa capacità è il potere di muovere il punto di unione attraverso l’intento che l’apprendista sviluppa con un lungo addestramento attraverso il Non Fare dell’Io Personale.

Dapprima lo sciamano fornisce il modo e l’energia per attuare questo processo e provocare nell’apprendista tale spostamento, in un secondo momento l’apprendista impara esso stesso attraverso il controllo e la volontà a spostare attivamente tale punto, allineando campi energetici non più pertinenti a questo piano di realtà e penetrando nel mistero del Nagual.

L’apprendista viene educato al silenzio, impara ad uscire dal povero Io lasciando cadere la propria importanza personale, pregiudizi, parole e pensieri; penetra così nella profondità del potere del silenzio, sviluppa l’incanto e la presenza dello scorpione.

Il primo figlio di questo potere è la percezione, così si impara a vedere nel buio, a vedere al di là della soglia.

L’apprendista sperimenta la realtà vera delle cose e la connessione tra tutte le forze.

Questo insegnamento avviene nel silenzio, mano a mano che l’apprendista acquista potere con disciplina e controllo. La percezione è qualcosa di silenzioso che si forma come una bolla portandoci un messaggio ignoto e sconosciuto, è diretta e precisa.

sciamanesimo percezione sciamanoIn molti credono di vedere, soprattutto in quest’epoca di guaritori e sciamani di plastica, ma spesso ciò non è reale e le visioni sono inaffidabili, controllate da un processo mentale di proiezioni e illusioni legate a parole e pensieri.

Il semplice fatto di voler vedere crea di per sé una percezione inaffidabile o guidata da spiriti burloni e canzonieri se non fastidiosi.

Si è ancora più illusi quando si pensa di dominare l’intento attraverso le parole o l’intenzione (Es. Chiedo a Dio/Creatore di guarire Ora!), legate però ancora all’Io.

Ripeto, la vera percezione e il potere di guarigione nascono dal silenzio, dall’assenza di volontà dell’Io, dall’assenza di desiderio, dall’assenza di importanza personale. C’è solo silenzio, ci si apre e si diviene ricettivi.

Questa guarigione è una funzione del sé, il sé è impersonale, è energia pura dentro ognuno di noi, una materia universale vibrante.

L’arte della percezione e della curanderia non si apprende, si esercita, si allena e si sviluppa. È un dono personale, non fa parte delle cose da apprendere ma è un modo di essere.

Il mondo dello spirito non regala niente e tutto dev’essere conquistato intraprendendo sfide senza paura, sviluppando il coraggio e la padronanza di sé stessi.

Il processo di curanderia sciamanica si basa dunque sul potere del sé, avviene nel silenzio e attraverso la percezione.

In ogni evento di guarigione lo sciamano affronta il mistero, non sa mai esattamente cosa si fa ma viene guidato dallo spirito e dai suoi spiriti aiutanti, e in generale dall’intento, all’interno di un processo terapeutico che coinvolge la parte anemica legata al sè attraverso la manifestazione dello Spirito che trasmette il potere.

Lo sciamano conosce l’estasi e la usa per curare, per mutare la materia. Attraverso i suoi alleati cambia l’altra realtà per produrre guarigione, lascia da parte il suo Io che lo aggancia al Tonal, entra nel silenzio diventando Nagual, Spirito, Wacan. Il Nagual aderisce al Tonal, o vita ordinaria del paziente, e la trasforma scogliendo i conflitti all’interno del tonal, che ostacolano o bloccano l’accesso allo spirito nagual.

sciamano abbraccio sciamanesimoAll’uomo occidentale sfugge la realtà anemica e resta incastrato nella stupida concezione materiale e psicologica dove esistiamo solo: noi, la psiche (che poi chissa cos’è), i nostri problemi, difetti e pensieri, rimanendo intrappolati nella dimensione psicologica della realtà appartenente al povero Io.

La guarigione avviene invece nel sé, nell’animo e non c’è niente da capire o da processare, avviene e basta nell’innocenza e senza tante complicazioni e spiegazioni che non fanno altro che disperdere il potere dell’intento allontanandoci dall’esperienza dell’essere spirito (Wacan).

Ho già spiegato che l’arte della cura dello sciamano avviene grazie alla capacità di entrare in trance estatica.

È attraverso l’estasi stessa che viene raggiunta la non-mente o quella funzione della mente meditativa-proiettiva.

Il suo paziente si trova nella condizione di fare esperienza dello stato naturale dell’energia e della mente esattamente come se fosse esso stesso uno sciamano o uno yogi.

Grazie all’intervento del curandero, chi viene curato accede alle possibilità dell’esperienza e alla capacità di contenere ciò che succede perché questa è la possibilità dell’esperienza.

In altre parole il curandero attraverso la percezione “vede” e attraverso l’intento permette le resistenze che avverte nello spazio sensibile del campo percettivo del paziente che impediscono alla persona di fare l’esperienza dello stato naturale delle cose, allargando la sua coscienza e sperimentando una forma sempre più ricca della sua esistenza.

Il curandero lavora su questo aspetto liberando la tendenza che blocca lo spazio percettivo del conflitto.

A che livello sia avvenuto il blocco, in termini di eventi-parole-pensieri, è del tutto irrilevante. Spesso chi viene curato ricerca spiegazioni al suo malessere accumulando presunte conoscienze di quali eventi o persone colpevoli (a volte sé stessi) ne siano la causa, non utili a permettere la guarigione.

In realtà, quello che tutti cercano è tutt’altro e fondamentalmente è la capacità di estendere l’esperienza e di contenere quello che avviene.

Il curandero lavora nello spazio sensibile di percezione completando e permettendo le resistenze finchè non scompaiono.

La vita scorre in un flusso come in un fiume e la normalità è il fiume permeo. Per una serie di eventi, se il fiume si ostruisce, non permette più al potere di raggiungerci conducendoci ad una profonda disarmonia e malattia. La rimozione dei blocchi permette al flusso di potere di rifluire con forza riportandoci nella condizione naturale di guarigione.

Per tutti gli sciamani la malattia allora appare come una disarmonia, una rottura, una separazione dalla propria anima intesa come fonte di vitalità e potere e di tutte le risorse ed energie interiori.