La Via del Guerriero

Il percorso del Guerriero-Sciamano

La via sciamanica è definita anche la via del guerriero impeccabile. La guerra cui si allude è una guerra senza sosta contro le energie dell’egoismo e della distruzione dentro e fuori di noi. In realtà il nemico è sempre interno, l’esterno suscita in noi risonanze che ci appartengono tutte.

sciamanesimo toltecoIl guerriero è colui che si è messo al servizio del mondo dello spirito invece che al servizio del suo ego. È vero che in questo pone il suo io come strumento di esecuzione dei suoi compiti, ma sta bene in guardia che questo non prenda il sopravvento. Il mondo dello spirito parla al guerriero tramite voci e segni, tramite i sogni e le visioni, tramite i suoi spiriti guida. Occorre molto allenamento per distinguere tra le subdole voci del nostro astuto ego e le voci a volte incomprensibili e sconcertanti dello spirito; ma una cosa è certa: l’esecuzione dei mandati del mondo dello spirito produce gioia, divertimento, soddisfazione, crescita da condividere con gli altri; l’esecuzione dei mandati dell’ego produce ansia di successo, stress, competizione e divisioni.

L’unico vero subdolo insistente nemico in questa via è il nostro io basso e accentratore, che vuole manipolare il potere materiale e spirituale che andiamo via via sviluppando.
La via del guerriero richiede compattezza che conquistiamo sviluppando disciplina e volontà e fluidità che conquistiamo mobilizzando tutto il nostro corpo, lasciando cadere blocchi mentali e fisici, ogni tipo di rigidità e ripetitività. Occorre inoltre impadronirsi delle dinamiche degli opposti ovvero andare al di là del bene e del male includendoli entrambi; sviluppando e impadronendosi del proprio lato maschile e femminile.
Questa è una via che richiede di bilanciare la sacralità con l’irriverenza. È importante inoltre raccogliere una adeguata quantità di energia e di potere personale. L’arte di accumulare energia per fini non egoici è una delle arti principali da sviluppare in un guerriero. Solo in presenza di un alto livello di energia si aprono le porte della percezione ed è possibile accedere alle visioni e ai mondi astrali superiori dove la luce e il livello di energia sono altissimi.
Accumulare energia è faticoso, mantenerla è delicato, disperderla facilissimo. Anche le percezioni più elementari, come quelle dell’aura o degli elementari, cioè di fenomeni appartenenti al nostro mondo dimensionale, richiedono alti livelli energetici.
Negli insegnamenti di Don Juan si distingue tra il guerriero sognatore e cacciatore. Mentre il sognatore sviluppa soprattutto la trance e il corpo sognante, l’abilità di muoversi nel sogno e di ottenere la visione, il cacciatore si muove nella dinamica della realtà quotidiana interagendo con essa in modo impeccabile.

Il Guerriero

sciamano amazzonicoNon esistono cose facili sul sentiero di un guerriero.

Essere un guerriero significa seguire la via del cuore e dell'onore, significa apprendere il linguaggio della Terra. Essere un guerriero significa sapersi battere in modo impeccabile, al meglio delle proprie possibilità, significa conoscere le vie del Potere e dello Spirito.

Un guerriero quando va in battaglia non si chiede se vincerà o perderà, se alla fine della giornata sarà vivo o morto, l'unica cosa che vorrà, sarà essere un grande guerriero.

Se quello sarà il giorno della sua ultima danza, il giorno buono per morire, il suo corpo morirà, ma non moriranno il suo spirito e il suo ricordo.

Fino alla fine del tempo si canteranno le sue gesta e i giovani lo prenderanno ad esempio e continuerà a vivere accanto ai suoi parenti.

Se vuoi vivere da guerriero, ogni giornata, ogni gesto, ogni pensiero saranno una battaglia. La lotta non richiede il conflitto, lo scontro, la distruzione, la violenza, questo è un modo di pensare da occhi bianchi, battaglia è dire:

“Io sono qui!”

“Io sono qui!” è la consapevolezza di un guerriero, significa essere sempre dove si è: con la mente, con il corpo, con il cuore, con lo spirito. Essere consapevoli, sempre presenti e coerenti, è un grande impegno con se stessi e con gli altri, una grande battaglia, ma è l'unica soluzione per un uomo.

Un guerriero non conosce obblighi o doveri, conosce soltanto scelte: impara a scegliere e ad assumerti la responsabilità di ciò che scegli.

Il guerriero affronta ciò che accade e non si preoccupa di cosa sarebbe potuto accadere.

Un guerriero sa che nulla può ferirlo, egli può essere ferito soltanto da se stesso, sa che nulla può umiliarlo, può essere umiliato soltanto da se stesso.

Un guerriero sa chi è, un non guerriero non sempre lo sa; un guerriero accetta se stesso, un non guerriero molte volte non lo accetta. Un guerriero conosce la sua paura per questo è coraggioso, un non guerriero non accetta la sua paura, se ne vergogna, per questo spesso diventa temerario, stupido oppure vile.

Molti pensano di essere coraggiosi perché fanno cose temerarie, sciocche, vili o crudeli: è stupido prendere la pista della morte nel giorno non-buono-per-morire, è stupido sedersi davanti all'orso quando l'orso non ti ha visto, l'orso preferisce il miele al sangue.

Il guerriero è uomo di pace, di saggezza, parla con lingua dritta, il suo cuore, la sua mente e il suo spirito parlano la stessa lingua.

I Lakota hanno sette leggi: la generosità, la pazienza, la tolleranza, il coraggio, la saggezza, il rispetto e la compassione. E' osservando queste leggi che si diventa uomini.

sciamanesimo don juan sciamanoUn guerriero non spreca nulla, usa tutto: anche il suo dolore.

Un guerriero non si sgomenta per i suoi limiti, li accetta e li affronta; è nudo di fronte a se stesso e di fronte al Mistero.

Essere un guerriero significa soltanto percorrere un sentiero, si può essere su quel sentiero in tanti modi, anche indegni.

Un guerriero accetta la sua realtà senza tristezza, cerca la crescita e il miglioramento senza fustigarsi e senza essere troppo condiscendente verso di sé, si osserva in modo onesto e impeccabile.

Se vuoi essere un guerriero cerca di esserlo sempre, anche quando sei sciocco oppure piangi. Comprendi la tua stupidità e comprendi le tue lacrime, onora entrambe poiché sono una parte di te, usale per conquistare consapevolezza e se lo desideri liberatene. In caso contrario rimani aggrappato ad esse e sii degno della tua stupidità e delle tue lacrime. I limiti di ognuno sono le cicatrici delle ferite riportate nelle battaglie dell'esistere; un guerriero non si vergogna delle sue cicatrici: le porta con onore.

Il guerriero si occupa soltanto del suo sentiero, egli ha lanciato l'Intento e l'Intento lo guida, lo spinge e lo trascina alla fine della pista. Essere un guerriero non significa diventare una forma colma soltanto di apparenza e vuota di significato, è un modo di essere e di descrivere il mondo. Non esiste il momento in cui un essere umano diventa guerriero, esiste la scelta di seguire questo cammino e vivere la vita comportandosi da guerriero. Tu pensi come le tue città, così credi che esistano un inizio e una fine; compili graduatorie in cui si vince e si perde e se non si è primi si è comunque sconfitti. Pensi che il guerriero sia una persona che non soffre più, non sente dolore, non ha dubbi, non subisce sconfitta, non ha esitazioni o paure, non prova tristezza o confusione. Ebbene ti sbagli, il guerriero prova tutte queste cose, ma a differenza dell'uomo vinto, non si lascia abbattere e continua sulla sua pista senza arrendersi, senza rinunciare. Il guerriero è un essere consapevole di se stesso e del mondo, che utilizza tutto ciò che gli accade come mezzo per crescere, quando sceglie una pista non si volge mai indietro per rimpiangere di non aver percorso sentieri diversi da quello scelto: egli guarda soltanto avanti, pronto a pagare il prezzo della sua decisione e ad imparare tutto ciò che la via intrapresa ha da insegnargli.

Il guerriero non si lamenta e non rimpiange, perché sa che tutte le piste conducono allo stesso luogo e non pensa che esistano strade migliori o peggiori: esistono strade. Ogni pista ha qualcosa da insegnare, forse qualcuna passa attraverso la gioia, qualcun altra attraverso il dolore: tutte portano nello stesso luogo. Il guerriero riconosce i propri limiti e li affronta con gioia.

E' felice perché averli riconosciuti è già fonte di piacere, poiché la consapevolezza dona piacere, ma gioia più grande è quella di sfidare i propri limiti e vincerli. Se un uomo sulla via del guerriero fuggirà di fronte alla sua paura, all'orgoglio, all'avidità, alla presunzione... ebbene, costui sarà semplicemente un guerriero in fuga. Soltanto chi si arrende e rinuncia è definitivamente sconfitto: perdere una battaglia non significa aver perso la guerra.

Non devi confondere un guerriero con un uomo di conoscenza e non devi confondere quest'ultimo con il saggio che ha saputo guardare il Mistero e perdersi in esso, liberandosi da tutto ciò che lo lega al mondo.

Essere un guerriero, rappresenta un modo di attraversare l'esistenza colmando lo spazio tra nascita e morte con azioni consapevoli, degne di essere vissute.

Il guerriero sa di vivere e la sua vita ha un senso perché egli risponde alla domanda “ che cosa ci sto a fare sulla Madre Terra?” in modo consapevole.

sciamano con conchiglia sciamanesimoIl guerriero segue uno stile di vita che lo rende invincibile, l'unico nemico che può batterlo è la sua morte, ma sino a che non la incontrerà egli è immortale.

L'uomo di conoscenza è una persona che è a caccia di consapevolezza, egli sa che è immerso nel Mistero e quindi comprende che la sua conoscenza, per quanto grande sia, sarà sempre limitata poiché il Mistero è infinito.

Ci sono molte piste che portano alla conoscenza, chi vuole diventare consapevole deve sceglierne una secondo la sua natura.

Chi cerca la conoscenza prima o poi diventa un guerriero, perché deve battersi con i propri limiti e con le trappole che la vita dispone sulla strada.

Il saggio che ha saputo guardare nel Mistero è un uomo di conoscenza che è riuscito a liberarsi di tutte le descrizioni e si è posto al crocevia dei mondi; egli si nutre del Vuoto, si scioglie nel Mistero, nulla può toccarlo, neppure la sua morte: è un essere libero.

Per raggiungere questo punto è necessario un impegno immenso e la via è lunga, pochi nel mondo ci sono riusciti. Questo essere non ha bisogno di nulla, perciò non vuole nulla e non desidera nulla. Il saggio che guarda nel Mistero è tutt'uno con il Mistero, egli gioirà di tutte le cose: sarà felice del sole e della notte, del sereno e della pioggia, della solitudine e della compagnia; proverà piacere nell'assaporare il cibo e non soffrirà del digiuno; sarà qui e in ogni altro luogo; non proverà dolore poiché sarà altro dal suo dolore.

Quando verrà la sua morte egli la ignorerà e si ricongiungerà al Mistero in modo consapevole e nel Mistero potrà essere ogni cosa.

Egli non desidera nulla perché ha già tutto; non è il desiderio che ci permette di gioire delle cose.

Tu sei aggrappato a ciò che ti circonda, compresi i tuoi limiti, per questo desideri e soffri.

Se ti lasciassi andar cesserebbe la tua sofferenza e scopriresti che il mondo continuerebbe a piacerti molto, non dovresti desiderare nulla perché tutto ti darebbe gioia.

Non conosceresti la malattia.

La malattia è figlia della tua confusione, del tuo spirito imprigionato, del tuo flusso vitale soffocato.

Un guerriero deve rispettare cinque regole: consolare, proteggere, consigliare, provvedere, confortare. Tu pensavi al guerriero come ad un combattente portatore di conflitto e distruzione, egli invece si batte soltanto se necessario e lo fa per proteggere quelli che gli sono vicini, non desidera mai sopraffare nulla e nessuno.

Non si nasce guerrieri, ci si forma attraverso l'autodisciplina e seguendo gli insegnamenti degli anziani e dei saggi.

Il guerriero è guidato dalla sua volontà, dal suo intento e dalla pazienza, attraverso questi alleati è possibile realizzare qualsiasi cosa, soprattutto se il guerriero limita i propri interessi personali, il proprio egoismo e imbocca la via dello Spirito.

Il guerriero è un cacciatore e si muove nel mondo in modo strategico, questo significa che sa qual'è lo scopo del suo agire, sa perché vuole ottenere ciò che sta cacciando, conosce quali sono le piste per raggiungerlo e quali gli strumenti per conquistarlo; è pronto a pagare il prezzo delle sue scelte e si assume la totale responsabilità delle sue azioni.

Il guerriero cerca la consapevolezza per giungere alla totalità di se stesso e all'ingresso nel mondo dello Spirito; egli è consapevole della propria vita e della propria morte, per questo può prendere decisioni.

sciamano rituale sciamanesimoIl guerriero sa di essere nelle mani del Mistero e dello Spirito; può fare affidamento soltanto sul suo potere personale; quando inizia una battaglia il risultato finale ha per lui poca importanza: ciò che conta è la conquista della consapevolezza.

Il guerriero si muove sempre al meglio di se stesso, non pretende di essere più di ciò che è e neppure si sottovaluta, accetta i propri limiti e gli errori, non si inorgoglisce per le vittorie e non si deprime per le sconfitte, poiché sa che il suo obiettivo è la consapevolezza.

Non conosce il senso di colpa perché sa che a nulla servirebbe, cerca invece di muoversi con armonia e rispetto, sfiorando il mondo, rimediando al male fatto e cercando di non ripeterlo.

Il guerriero non si commisera e neppure commisera gli altri, non prova pena per i suoi simili:

gli è sufficiente il rispetto.

Egli è libero e per ottenere la propria libertà deve imparare a non essere aggrappato a nulla, soprattutto a se stesso, deve quindi liberarsi della presunzione e dell'avidità; la sua principale battaglia sarà contro il proprio sé individuale: soltanto quando scoprirà che lui, gli altri uomini e le altre donne, gli animali, le piante, le rocce e tutto ciò che lo circonda sono la stessa cosa sarà libero e sarà un uomo di conoscenza.

Lupo Saggio

Tratto da: “ Sui sentieri del Sogno”

di Rodolfo Brun