Sciamanesimo e Guarigione

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Sciamanesimo Tolteco - Vita, morte e reincarnazione

I simboli lavorano con la teyolia (ciò che chiamiamo anima) e con il nagual (ciò che siamo quando dormiamo). Per altro, tutto il linguaggio del sogno è simbolico.

Il Tonal, come mezzo di comunicazione, usa le parole ma se comprendiamo che tutto il resto viene appreso attraverso i simboli, possiamo iniziare a comprendere allora le antiche conoscenze nascoste nel simbolo.
Nella tradizione, il simbolo che rappresentava tutto l'insegnamento della morte si chiama Coatlicue
IMMAGINE
osservando l'immagine possiamo comprendere l'antica conoscenza del morire e della morte, colei che ha la gonna di serpenti (coatl-serpente); questo in Nauatl indica l'energia che si muove in modo serpentino.
Quetzalcoatl, che è il parametro di illuminazione nella cultura Mexica, quetzal-significa salire e coatl-serpente = energia che sale, simile all'addestramento orientale della kundalini.
Se vediamo l'immagine IMMAGINE notiamo che la testa è formata da due teste di serpenti che sono unite senza nessuna separazione, una rappresenta la forza della vita e l'altra della morte che non hanno nessuna separazione.
Al centro della pancia osserviamo un cranio che rappresenta la morte (miquizili), è una forza che permanentemente ci accompagna al nostro lato sinistro. Quando la forza che abbiamo nell'ombelico si debilita, la morte entra.
La morte entra dall'ombelico e, se un uomo non ha avuto un addestramento, essa strappa la forza vitale dal fegato e si muore.
La prima via di morte è dall'ombelico al fegato.
Per coloro che hanno lavorato a sufficienza, nella tradizione, la morte entra dall'ombelico ma lo spirito sale nel petto ed esce dal cuore. Questo tipo di morte permette di raggiungere il Sole che, nella cultura Mexica, rappresenta l'illuminazione, l'unione con il tutto.
Per la cultura Mexica e Tolteca, la prodezza finale che i Nagual cercano è il morire dalla testa in modo che lo spirito, il proprio doppio o nagual, rimanga individuale per sempre mantenendo l'intera consapevolezza.
Ciò è molto ambizioso e spesso richiede più vite, già arrivare al cuore è un buon risultato.
Secondo il calendario ci sono: al centro i quattro Etzactlipocli che creano il movimento, intorno la ruota con i glifi dei giorni.
Se nella tua prima esistenza umana, mettiamo caso, tu nasca in Cicactli (coccodrillo-primo glifo) e se nella vita in Cicactli non riusciamo a liberarci, o almeno ad uscire dal cuore, la prossima incarnazione sarà nel glifo seguente che ti procurerà delle sfide diverse in modo di vedere se in quelle nuove condizione riesci a fiorire.
Se non riesci a fiorire si passa al glifo successivo e così da un glifo all'altro.
Socicli, il fiore (che è l'ultimo glifo), sembra che sia il glifo più facile per fiorire perché ha dietro di noi l'esperienza di tutti gli altri glifi ma non vuol dire necessariamente che si fiorisca lì. Se anche qui non riusciamo a fiorire, e moriamo uscendo dal fegato, ritorniamo a Cicactli.
Sarebbe molto facile avere venti sfide ma qui parliamo solo di un aspetto perché dobbiamo pensare che ci sono 13 influenze che giocano su di noi nel Tonal e 9 che giocano su di noi nel Nagual.
Per questo ci sono un calendario che ci parla del Tonal e uno che ci parla del Nagual.
Il nostro numero sacro del Sole è 13 perché il Sole, girando su se stesso, ci mette 26 giorni a compiere un giro completo e ogni 13 giorni ci mostra l'altra faccia di se stesso. Quindi apparterremo all'una o all'altra onda solare.
Se nasciamo il 14° giorno della rotazione solare, apparteniamo alla 2° onda solare e quindi sul calendario arriviamo fino al 13
il 14 è il cervo, sarà 1 cervo e l'ipotetica fioritura sarà in 7 fiore, se però non riesci a fiorire comunque, rinasci in 8 coccodrillo e le sfide di coccodrillo1 o coccodrillo8 sono completamente diverse.
Così facendo, giro dopo giro, cambia il glifo e cambia il numero.
Questo vale per il tonal, dopo c'è da pensare ad analizzare il nagual. Il nagual si occupa di chi siamo quando dormiamo, come ci comportiamo e come continuiamo ad essere finchè questo non cambia.
Ci sono molte persone che sono quasi impeccabili nel tonal, che praticano la meditazione, che sono vegetariani, che sono amorevoli e meravigliose ma poi hanno un sacco di disgrazie e c'è della gente che vive un pessimo tonal, persone magari spregevoli e che non praticano assolutamente niente ma che allo stesso tempo sono fortunate e senza disgrazie.
Quando iniziamo a capire questa complementarità tra tonal e nagual, allora ci si rivelano molte cose. Come dicevamo ci sono persone molto distruttive nel tonal ma il loro nagual, il signore della notte, è molto positivo e mentre dormono ricreerà per loro delle buone situazioni; al contrario molti con un impeccabile tonal durante il giorno, hanno un nagual distruttivo che durante la notte distrugge tutto quello che fanno di buono il giorno.
Quando si uniscono tutte le possibili combinazioni, si arriva ad un numero che è molto vicino al numero delle possibili menti, questo ci fa capire le nostre sfide del tonal e del nagual e da dove noi partiamo.
Ora c' l'addestramento che ci permette di sperare e di mutare tali sfide.
Facciamo degli esempi:
cipactli (glifo del coccodrillo) è simbolo di abbondanza a secondo del numero dove saremo nati si esprimerà con molta abbondanza o con una carenza di abbondanza e questa sarà la nostra sfida;
miqutzli (glifo della morte) possiede il potere della trasformazione, quindi a seconda del numero o avrete un grande potere di trasformazione o una grande paura del cambiamento.
Dal punto di vista degli antenati, o vi trovereste a vivere in una famiglia complicata di cui ereditate tutti gli schemi o in una molto illuminata dalla quale erediterete schemi diversi.
Son esempi per avere un'idea di tutte queste variazioni del tonal e del nagual sotto lo stesso glifo, che ci permettono di capire le sfide che dobbiamo affrontare quando siamo svegli e quando stiamo dormendo.
Ad esempio chi asce sotto l'influsso di cozcacuahutli (glifo dell'avvoltoio), avrà una vita molto difficoltosa perché l'avvoltoio trae il cibo dalla carogna ovvero, evi trarre il meglio da una vita difficile, trarre il meglio è la loro sfida. Se siamo in grado di analizzare tutti questi aspetti, siamo in grado di avere un'idea chiara delle nostre sfide e dei nostri punti di forza.
Tuttavia non importa se non conosciamo questa analisi perché l'importante è andare oltre e questo si ottiene con l'addestramento perché, se ci addestriamo, anche se il nostro tonal è apparentemente sfavorevole, è la situazione ottima per migliorarsi e fiorire.
Qualunque siano le nostre sfide, se non le superiamo moriamo uscendo dal fegato.
Secondo alcune visioni filosofiche, tutti arrivano all'illuminazione, è solo questione di tempo ma ciò non è reale. Secondo la visione tolteca, noi abbiamo una quantità di energia determinata per raggiungere la fioritura e se uno spreca tutta la sua energia non ha più l'opzione di far ritorno e scende negli inframondi che sono l'ultima opportunità per risolvere la faccenda, in caso contrario tutta la sua forza individuale viene assorbita dall'oscurità che non va intesa come male.
Se invece si esce dal cuore, si va al sole. Anche qui si perde l'individualità ma nella luce. Questo lo possiamo vedere anche a livello astronomico, perché un giorno alla fine di questa galassia un buco nero inghiottirà il sole e tutti quelli che erano parte del sole saranno assorbiti dall'oscurità ma dal buco nero sorgeranno altre stelle e il nuovo si ricreerà perché dall'oscurità nasce la luce in una alternanza continua.
Per cui, anche se usciamo dal cuore e andiamo al sole, saremo comunque inghiottiti dall'oscurità e comunque già al sole non siete più voi, dall'oscurità ripartirete, non più come voi individualmente, ma come una nuova esistenza.
E' questo che spiega lo yin e lo yang dell'oriente ma i nagual non vogliono ne essere assorbiti dalla luce ne dall'ombra, essi voglio uscire dalla testa in modo da trascendere la dualità di luce e ombra, conservando la propria individualità, cosa che in altre culture si chiama Avatar.
L'addestramento inizia dal controllo del sogno, inizia facendo pulizia del canale interiore dall'ombelico al petto, per lo meno per iniziare ad aspirare ad una morte dal cuore e non dal fegato.
Riuscire ad aprire anche solo questo tratto del canale fino al cuore, porta un'incredibile guarigione nella nostra vita.
Se chiedete ad un maestro indù o di qualsiasi altra cultura, quanto è lunga la via spirituale, esso vi dirà che è lunga più o meno un palmo: a strada per arrivare dall'ombelico al cuore.
Insegnando la morte si impara a vivere, si allunga il nostro tempo di vita, liberandoci di tanta energia scura e pesante.